Tumore al testicolo

Uretere Retrocavale – Breve Descrizione – Intervento
Giugno 17, 2019
Varicocele – Breve Descrizione – Interventi
Giugno 17, 2019

TUMORE AL TESTICOLO, “L’IMPORTANZA DELL’AUTOPALPAZIONE”

A cura del Dott. Giuseppe Lauria

L’incidenza del cancro testicolare è in continuo aumento con tre picchi significativi: il I in età infantile, il II dai 15 ai 35 anni (il tumore più diffuso in questa fascia d’età) ed il III oltre i 50 anni; in Italia colpisce 5 maschi ogni 100.000 abitanti e, purtroppo, il numero tende ad aumentare, quelli bilaterali hanno un’incidenza del 2 % circa.
Tra le cause ipotizzate per il tumore al testicolo vengono annoverate:
gli estrogeni (ormoni femminili) contenuti nella carne, negli insaccati ed in altri alimenti con grassi animali.
l’inquinamento atmosferico, specialmente nelle grandi città.
predisposizione familiare.
l’ipogonadismo (volume testicolare notevolmente ridotto)
il criptorchidismo (testicoli non discesi nella sacca scrotale), anche se fissati successivamente nello scroto (orchidopessi) hanno un’incidenza 10-20 volte superiore al normale.
I sintomi possono iniziare con: un’infiammazione e manifestarsi come epididimite e/o orchite, idrocele o semplice dolore. In ogni caso, ogni alterazione testicolare o tumefazione che non regredisca con cure mediche deve essere considerata sospetta e, quindi, meritevole di ecografia scrotale ed eventuale dosaggio dei markers tumorali.
Vi sono dei segnali, anche se non strettamente patognomonici di tumore al testicolo, da non trascurare:
rigonfiamento del testicolo
perdita di volume di un testicolo
sensazione di pesantezza nello scroto
dolore sordo nella parte inferiore dell’addome o all’inguine
improvvisa formazione di liquido nello scroto
dolore o senso di “disagio” nel testicolo o nello scroto
sangue nelle urine
rigonfiamento o rammollimento delle mammelle
Un test importante da potere fare a casa è l’autopalpazione.
La palpazione dei testicoli va effettuata dopo la doccia o un bagno caldo, quando lo scroto è del tutto rilasciato:
Davanti ad uno specchio, in piedi, bisogna verificare che non siano presenti rigonfiamenti, ma può trattarsi semplicemente di una raccolta di liquido (idrocele), di una dilatazione delle vene del funicolo spermatico (varicocele) o di un’ernia inguino-scrotale. Un testicolo più basso e/o leggermente più grosso rispetto all’altro non è patologico.
Il testicolo va esaminato con entrambe le mani, con indice e medio nella zona inferiore e pollice in quella superiore. Un movimento inizialmente superficiale e rotatorio consentirà di esplorarne la superficie che in condizioni di normalità è liscia, uniforme e teso-elastica. La presenza di una irregolarità e/o formazione dura, aderente al piano sottostante è da considerare sospetta.
Si continua l’esplorazione esercitando una modesta pressione in modo da percepire, se presente, un nodulo nel parenchima testicolare che potrà avere forma e dimensioni variabili, solitamente quanto una piccola nocciola, più duro rispetto al tessuto circostante. Questo tipo di palpazione non dovrebbe determinare dolore in condizioni fisiologiche.
Un altro elemento del testicolo da esplorare è l’epididimo. Questo è la struttura molle-parenchimatosa, tubulare, situata dietro e lateralmente al testicolo dall’alto in basso. Se l’epididimo è dolente al tatto il più delle volte si tratta di epididimite (infiammazione dell’epididimo) o se si apprezzano formazioni rotondeggianti da pochi millimetri a qualche centimetro si tratta di comuni cisti.
L’autopalpazione dovrebbe essere eseguita una volta al mese dai quattordici anni in su, in modo da individuare con precocità qualsiasi formazione sospetta.
Accertata la presenza di un tumore l’asportazione del testicolo è sempre indicata, oltre che per estirpare il cancro per stadiare la malattia con l’esame istologico, indispensabile per la successiva fase terapeutica: radioterapia per i tumori seminomatosi, linfoadenomectomia retro peritoneale associata a cicli di chemioterapia per quelli non seminomatosi.
Oggi, grazie a nuovi chemioterapici, dopo la chirurgia, oltre il 95 % dei pazienti affetti dal tumore al testicolo guarisce. La maggiore complicanza è rappresentata dall’infertilita, ma con le tecniche di fecondazione assistita in molti casi è risolvibile.