MALATTIA DI LA PEYRONIE

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MALATTIA DI LA PEYRONIE O INDURATIO PENIS PLASTICA

MALATTIA DI LA PEYRONIE O INDURATIO PENIS PLASTICA (I.P.P.), OVVERO “QUELLA PLACCA NEL PENE CHE NE ALTERA L’ASPETTO”

La malattia prende il nome da Francois De La Peyronie, chirurgo francese alla corte di Versailles che la descrisse nel 1743, dopo averla osservata su Luigi XIV, il Re Sole.

Consiste in un’alterazione localizzata della tunica albuginea (la struttura che riveste i corpi cavernosi del pene) comportandone una progressiva sostituzione di tessuto elastico con tessuto cicatriziale cioè la “placca” fibrosa retraente.
Ciò determina, dal punto di vista clinico, una modificazione dell’aspetto (recurvatum) che si rende evidente durante l’erezione, sovente con algie e parestesie peniene; il tessuto coinvolto dalla placca, infatti, essendo costituito prevalentemente da tessuto fibroso, non è più in grado di estendersi durante l’aumento di volume del pene, deformandolo.
Gli incurvamenti dorsali e laterali rappresentano l’aspetto più comune e nello stadio avanzato si può arrivare alla retrazione peniena (accorciamento del pene).
In Italia, uno studio condotto su 650 pazienti, ha rilevato una prevalenza della IPP nel 7% della popolazione maschile compresa tra i 50 e 70 anni (La Pera, 1999).

Vi sono alcune condizioni patologiche (fattori di rischio) in presenza delle quali l’incidenza della malattia di La Peyronie risulta essere maggiore, in modo statisticamente significativo, rispetto ad una popolazione normale di controllo, tra queste spiccano:

Il diabete (14%)
L’ipertensione arteriosa (8%)
L’assunzione cronica di farmaci (19%)

Tra i fattori favorenti l’insorgere della malattia si annoverano, inoltre, il fumo di sigaretta e l’abuso di alcolici.
Vi sono diverse ipotesi eziologiche, tra quelle con maggiore consenso:
deficit enzimatici, squilibri endocrini, carenze vitaminiche, microtraumi, ipotesi genetica, ipotesi autoimmunitaria, dismetabolismi, ecc.
Per la diagnosi è indispensabile anamnesi, esame obiettivo, alcuni esami ematochimici (esami di I livello) ed accertamenti strumentali quali ecografia/ecocolordoppler penieno dinamico.
Per l’incerta eziologia della malattia, non è stato finora possibile realizzare con successo una terapia causale, tra le possibilità terapeutiche dell’I.P.P. vi sono:
antiflogistica – disgregante (farmacologica + fisica), chirurgica (tecnica di Nesbit), ESWL (litotrissia mirata) con risultati non ancora incoraggianti.